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Libertà

“La sola libertà che abbiamo il diritto di chiedere è la libertà di cercare, di essere, di credere e di amare il bello come il nostro spirito lo concepisce e lo percepisce, o come possiamo sentirlo.

Tale libertà è l’unica concessa agli uomini. Ed è una libertà sufficiente. E’ la nostra Patria.”

Frank Lloyd Wright

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I luoghi, dentro.

Esiste più spazio dentro che fuori di noi, mutevole, cambia forma se lo immaginiamo.

Si allinea quando si corre veloci, in bici, moto o su un treno di linea, si dispone di lato,  invisibile perchè concentrati in avanti.

Ribolle e ti avvolge intimo durante un sogno, colorato parla di sè ironico.

Dimostra tutto il suo potenziale, quando guardi il mare – lo spazio è sopra – lo spazio è sotto, cambia solo la densità.

Se chiudo gli occhi a volte mi perdo.

 

 

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… se vogliamo.

“Non c’è niente di inevitabile nel mondo com’è adesso. E’ solo una dei milioni di forme possibili ed è venuta fuori sgradevole e ostile e rigida per chi ci vive. Ma possiamo inventarcene di completamente diverse, se vogliamo.

Possiamo smantellare tutto quello che abbiamo intorno così com’è, le città come sono e le famiglie come sono e i modi di lavorare e di studiare e le strade e le cose e gli uffici e i luoghi pubblici e le automobili e i vestiti e i modi di parlarci e guardarci come sono. Possiamo inventare soluzioni completamente diverse, fare a meno del denaro e dei materiali freddi e duri e dei motori e del potere, se vogliamo.

Possiamo riempire di alberi le città, far crescere foreste nelle piazze, rompere l’asfalto e restringere le strade e dipingere tutto a colori vivi, e chiudere tutte le fabbriche e inventare altri modi di lavorare, produrre solo cose che servono davvero e solo con materiali che danno piacere a chi le usa. Possiamo inventare altri mezzi di trasporto, costruire laghi e vie d’acqua e mettere musica nelle strade, possiamo trasformare la vita in una specie di avventura da libro illustrato, se vogliamo.

Non c’è nessun limite a quello che si può inventare, se solo usiamo le risorse che adesso vengono rovesciate per alimentare questo mondo detestabile.”

Andrea De Carlo, “Due di due”.

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